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Tangenti Falck, il sindaco di Segrate si presenta dal pm

Si è presentato spontaneamente in Procura a Monza con una valigia piena di documenti per respingere le accuse al mittente: "Non ho preso alcuna bustarella"

Le ex acciaierie Falck

Si è presentato spontaneamente in Procura a Monza con una valigia piena di documenti per respingere le accuse al mittente: Adriano Alessandrini, attuale sindaco di Segrate, ha ribadito davanti a investigatori e inquirenti che da Piero Di Caterina, il grande accusatore di Filippo Penati nell'inchiesta sulle presunte mazzette per le aree Falck e Marelli, non ha preso alcuna bustarella 'incorporata' in un cesto natalizio in vista della gara d'appalto del servizio di trasporto che l'imprenditore gestiva dall'87. Interrogato per circa tre ore dal pm Walter Mapelli e dalla Gdf, alla presenza del suo legale, Pietro Gabriele Roveda, Alessandrini, indagato come atto dovuto (anche se non è ancora stato formalmente iscritto) per via delle dichiarazioni di Di Caterina, ha dato con le carte alla mano la sua versione della vicenda.

L'imprenditore di Sesto San Giovanni aveva messo a verbale di aver regalato al sindaco cesti con caviale, salmone e champagne, e una busta contenente 10mila euro in contanti "per finanziare le sue iniziative sociali a Segrate" per quattro Natali consecutivi, dal 2005 al 2008. Un anno, sempre secondo Di Caterina, i cesti furono due: uno sarebbe stato destinato all'allora direttore generale Laura Aldini. Motivo di questo generoso regalo? "Per una questione di buoni rapporti e per ottenere che la gara d'appalto (si è svolta nel 2008) venisse fatta in modo corretto e legale, cosa che non è avvenuta perché mi hanno fatto fuori illegalmente", ha spiegato nel pomeriggio il patron della Caronte, società di trasporti sestese. Alessandrini, come ha riferito l'avvocato, ha spiegato che Di Caterina ha gestito per vent'anni il servizio di trasporto locale grazie alla concessione di proroghe.

Poi, quando è stato eletto alla guida di Segrate, ha deciso di indire gare d'appalto per tutti i servizi pubblici compresi i trasporti. La gara venne vinta dall'Atm e tutte le sette azioni giudiziarie avviate da Di Caterina - tra cui ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato - per opporsi all'esito sfavorevole "sono state rigettate". Non solo. "In tempi non sospetti - ha precisato l'avv. Roveda - è cioé nel giugno 2010, Di Caterina è stato denunciato per minacce, diffamazione e calunnia. Aveva detto che l'avrebbe fatta pagare e ora si è vendicato. Noi riteniamo, però, che l'interrogatorio di oggi, e la documentazione presentata, dovrebbero aver messo una pietra tombale sulla vicenda".

Il sindaco, davanti al pm Mapelli, ha anche sfiorato la vicenda del progetto dell'Idroscalo Center, altro filone dell'indagine monzese. Intanto mentre le fiamme gialle stano esaminando le carte acquisite negli uffici di tre società del gruppo Gavio sul caso Milano-Serravalle e i bilanci degli sponsor di Penati che hanno finanziato la sua associazione 'Fare metropoli', dopodomani dovrebbe essere interrogato Giovanni Camozzi, legale del gruppo Zunino, mentre per lunedì prossimo è atteso dai pm lo stesso Luigi Zunino. (ansa)

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