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Segrate, vince l'astensionismo. Interviste a Fraschini e Micheli, al ballottaggio

Quest'anno sono andati a votare poco più della metà degli aventi diritto: 14.286 segretesi

Tecla Fraschini

Un voto segnato da un generale astensionismo quello che ha portato al risultato di domenica a Segrate. Quest'anno sono andati a votare poco più della metà degli aventi diritto: 14.286 segretesi.

Dato decisamente inferiore a quello delle scorse elezioni del 2010 che hanno dato il via al secondo mandato dell'ex sindaco Adriano Alessandrini: quell'anno i votanti erano ben 19.389 (pari al 72.88%). Complice di tutto ciò, la scelta di far votare la domenica di uno dei ponti più lunghi dell'anno.

I risultati decretano il ballottaggio per Tecla Fraschini (candidata di centrodestra sostenuta da Forza Italia, lega Nord, PartecipAzione, Alessandrini per Segrate, Fratelli d'Italia) con il 42,75% dei voti e Paolo Micheli (candidato di centrosinistra sostenuto da PD, Sinistra per Segrate, Segrate Nostra e Scelta Civica) con il 37.22%. Segue il pentastellato Diego Dimalta con il 7.31%. La vincitrice del primo turno commenta cosí la vittoria del 31 maggio: "Sono molto soddisfatta del risultato visto che ha votato la metà degli elettori. La data era davvero inadatta alle elezioni ma chi era a casa ha votato. Per ora mi godo la mia vittoria, ringraziando chi mi ha eletto e le forze che mi hanno sostenuto".

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Paolo Micheli invece commenta: "Per il momento non nego di essere un po’ deluso, ma sono anche speranzoso. Il risultato è decisamente diverso da quello in cui speravamo ma ho forte speranza di poter capovolgere il risultato al ballottaggio. Non so se tra due settimane ci saranno più elettori, ma certamente saranno elettori diversamente motivati, che per cambiare finalmente Segrate non dovranno scegliere fra ben 7 candidati sindaci. Speravo potesse andare meglio in questo primo turno, ma sono ottimista. È dal 1995 che il centrosinistra non riesce ad arrivare al ballottaggio".

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